Sabato 9 e domenica 10 maggio 2026
Spazi espositivi
Spazio LeftLab – Casa del Popolo L. Orsetti, via Filippino 12/14
Spazio Materia, via Altopascio 12
Studio La Cosa, via dell’Aiale 18
Il Fondino, via dell’Aiale 20
sede Sudd Cobas, via San Jacopo 7
Sabato 9 maggio 2026 tante persone hanno attraversato il centro di Prato per l’inaugurazione di Dagli scioperi del 1944 ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori di oggi, la mostra diffusa nata da un percorso condiviso con le studentesse e gli studenti delle classi 5E e 5F del Liceo Artistico Umberto Brunelleschi.
Una visita guidata ha attraversato la città collegando gli spazi espositivi, accompagnando un’opera itinerante lungo il percorso e costruendo un momento collettivo partecipato, con studenti, artisti, ricercatori, lavoratori e cittadini insieme.
Dopo gli interventi di Vittoria Ciolini (ToccaUnoToccaTutti), della dirigente Mariagrazia Ciambellotti, di Marco Ravasio (Gruppo di ricerca del Movimento 8x5) e di Luca Toscano (Sudd Cobas), i professori Franco Menicagli e Leonardo Bossio hanno introdotto il percorso espositivo. Il cuore della visita è stato il racconto delle opere da parte degli studenti e delle studentesse, che hanno presentato i propri lavori direttamente negli spazi della mostra.
Per due giorni, una casa del popolo, studi d’artista e una sede sindacale del centro hanno ospitato opere e installazioni che hanno messo in dialogo la memoria degli scioperi del 1944 con le lotte contemporanee nel distretto tessile pratese.
Un progetto nato dalla collaborazione tra ToccaUnoToccaTutti, Gruppo di ricerca del Movimento 8x5, Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza di Prato, Liceo Artistico Umberto Brunelleschi, ANED Prato e Sudd Cobas.
Grazie a chi ha reso possibile tutto questo: alle lavoratrici e ai lavoratori che hanno condiviso le proprie esperienze, alle studentesse e agli studenti che con sensibilità hanno dato voce a questo racconto, e a tutte le persone che hanno partecipato e attraversato questi due giorni.
Un ringraziamento particolare a LeftLab–Casa del Popolo L. Orsetti e a Spazio Materia per aver messo a disposizione i propri spazi per ospitare le opere.